Un giorno tra i makers

Maker Faire

La terza edizione della Maker Faire, tenutasi lo scorso week-end all’ Università La Sapienza di Roma, è stato un grande evento, di cui hanno parlato molto molte testate radiotelevisive ben più importanti del mio blog.

 

Ma, anche se non propriamente con un tempismo da cronista, volevo raccontarvela dal mio punto di vista: quello di una mamma.

 

Che non si è sentita affatto sola a portare in giro il pupo per gli stand, visto che i genitori con bimbi al seguito erano davvero molti. A dispetto di una fila lunghissima per entrare (che fortunatamente si è rivelata composta e scorrevole molto più del previsto); di un tempo che al mattino sembrava un po’ incerto; dello stato confusionale che si avverte sempre dopo la prima ora passata nel caotico brusio di ogni fiera.

 

Molti degli eventi in programma, infatti, erano rivolti ad un pubblico di famiglie giovani. Un intero padiglione, in effetti, raccoglieva progetti pensati specificamente per i bambini, oltre a qualche stand disseminato qua e là, che presentava progetti molto interessanti.

 

Prima di fare qualche nome, dedico una menzione al padiglione scuole, che raccoglieva i progetti presentati dai ragazzi degli Istituti Superiori del nostro Paese.

Bellissimo incontrarli e ascoltare da loro il racconto dello sviluppo dei loro progetti: entusiasmo, capacità di vendita (eh sì, anche quella ci vuole!), talenti acerbi ma promettenti, tante scuole del sud (cosa che ce la dice lunga sul fermento di idee che c’è, e che non dovrebbe stupirci più tanto!). Insomma, essendo stato l’ultimo padiglione visitato, mi ha lasciato un sorriso nel cuore e tanta speranza per il loro futuro, che sta a noi adulti saper valorizzare e promuovere.

 

Ed ora lasciatevi incuriosire e, per approfondire, cliccate sui titoli dei progetti!

I dondoli in legno di Eder Freed Laureano Leon

Progettati all’interno del FabLab Roma Makers i dondoli di Eder Freed Laureano Leon sono un mix tra tradizione ed innovazione tecnologica.

Sono infatti giochi tradizionali, composti da moduli in legno stampati nel fablab attraverso strumenti digitali. Possono essere montati ad incastro, senza colla né viti, dagli stessi bambini aiutati da un adulto. Favoriscono l’interazione psico-motoria con i coetanei e con gli adulti, sono ecosostenibili e dal gusto retro. I bambini che ci giocavano nell’area kids ne erano entusiasti!

I Toys di Marco Alama

A dispetto di quanto generalmente si pensa dei videogiochi, che siano cioè virtuali ed alienanti rispetto alla realtà, ve ne sono alcuni pensati per coniugare gioco fisico e gioco reale: sono quelli appartenenti alla categoria dei toys to life.

Il progetto “Toys” si ascrive proprio in questo ramo. Con un gameplay originale, personaggi da lui disegnati e stampati in 3D e un ambiente di gioco realizzato attraverso il software Unity, Marco ha tenuti incollati al suo stand bambini in trepidante attesa di poter giocare al suo videogioco!

Toys By Marco Alama

TinkidoO, il metodo per imparare il digitale giocando

Avvicinare i bambini alle competenze digitali attraverso il gioco.

Questa la Vision di TinkidoO, un progetto che sviluppa un metodo per l’alfabetizzazione digitale e lo trasmette durante laboratori in cui i bambini possano apprendere liberamente giocando con giocattoli digitali come Cubetto o Osmo.

Il metodo, creato da Sonia China e sua sorella Loredana, è in fase di certificazione e presto formerà gli insegnanti che trasmetteranno ai nostri bambini le prime cognizioni di coding!

+Me Project

Già presente l’anno scorso alla Maker Faire con un primo prototipo, questo progetto mira a realizzare un dispositivo wearable, nella fattispecie un cuscino, che attraverso stimolazioni visive ottenute con LED colorati sia di supporto alle terapie svolte dagli psicoterapeuti con i bambini affetti da autismo. Sostenuto anche dall’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del CNR, è uno di quei progetti dove innovazione e salute si tengono per mano.

+Me

 

4Life, il seggiolino anti-abbandono

L’idea che si possa dimenticare il proprio bimbo in auto può sembrare assurda oppure far vibrare di sdegno, ma che a volte possa accadere è un fatto. Un triste fatto se poi, nei casi più estremi, conduca ad esiti irrimediabili.

Per prevenirli l’allora sedicenne Matteo Monni, tre anni fa ha progettato con l’aiuto di un prof. e di una compagna di scuola il congegno 4Life: un dispositivo composto da un sensore di peso (come quello dei normali sedili auto, che suonano finché non allacci la cintura di sicurezza, per capirci), collegato ad un sensore che emette un richiamo vocale non appena si spegne il motore della macchina e che ricorda la presenza del bimbo sul seggiolino. E se il richiamo in tempo reale non fosse avvertito, nel giro di pochi minuti arrivano notifiche sul telefono di mamma e papà.

Anche qui, tecnologia davvero utile, che da mamma non può non strapparmi un applauso.

  1 comment for “Un giorno tra i makers

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.