Mumpreneur a colazione

Breakfast&Coffee

L’Epifania tutte le feste si porta via… È tempo di rimettersi alla tastiera e continuare a raccontare storie di imprenditori e imprenditrici che lavorano sodo per realizzare la loro idea di business!

(#celapossofare mood on)

Stavolta siamo un po’ fuori dall’ambiente startup, e ci affacciamo su quello delle mumpreneur.

Sono donne, sono mamme e, oltre ad occuparsi della loro famiglia, avviano un’attività in proprio.

Quasi sempre sul web.

Per passione, per incoscienza, perché essere mamme ti mette addosso una voglia di fare che deve trovare sfogo da qualche parte.

– Non ci sono riscontri scientifici di poteri paranormali di cui le mumpreneur sarebbero dotate, per quanto si possa sospettarne l’esistenza, data la mole di lavoro che spesso si trovano a dover evadere. –

 

Lo spunto è un pomeriggio di chiacchiere tra donne di fronte ad una tazza di thè e muffin al cioccolato (era l’inizio delle vacanze, eravamo tutte ancora inclini a mangiarne, prima dell’intossicazione glicemica di questi giorni di festa).

Ci siamo io, la mia amica Marika che ha organizzato tutto per presentare la sua linea di prodotti Breakfast&Coffee, e Ornella, la Mamma Matta che con le sue t-shirt pre-maman glamour fa impazzire gli ormoni già sconvolti di tutte le donne in attesa.

Quello che mi sono portata a casa, oltre alle due tazze e alle tovagliette che avete visto sopra e con cui ho allestito la colazione della Befana, sono alcune considerazioni sul tema mumpreneur, appunto.

 

Nasce tutto come un gioco, ma ti ritrovi ad accumulare un’esperienza professionale che il tuo percorso lavorativo finora non ti aveva dato.

Hai un’idea. Inizi a condividerla con chi ti conosce e scopri che li appassiona. Finché si tratta di mamma e nonna non fa testo, ma se poi il passaparola ti porta un po’ più in là, allora è il caso di vedere se il web ti dà riscontri positivi. Dopo i primi like, i commenti, le prime vendite, forse un mercato c’è e vale la pena lavorarci su. Se si tratta di un prodotto fisico, ti ritrovi a dover selezionare i fornitori, pensare ad una distribuzione; comunque vada devi tutelare ciò che produci, magari registrando un marchio, e scoprendo il magico mondo di commercialisti e avvocati, da oggi tuoi compagni di ventura (della serie #maipiusenza). Son cose che in genere, a meno che non sei impiegata in uno specifico comparto aziendale, difficilmente ti trovi ad affrontare. Tutte skill trasversali che, in qualsiasi modo vada il tuo business, ti aprono l’orizzonte di nuove competenze.

 

La tua attività ridisegna i tuoi confini interiori ed esteriori

Non sei più solo mamma. Non sei più solo lavoratrice dipendente (ammesso che lo fossi prima). In un certo senso hai un figlio in più, la tua attività, che proprio come un bimbo necessità di cura, attenzioni, quantità e qualità di tempo da dedicarle. Questo significa dover trovare nuovi spazi mentali per categorizzare le tue attività. E ad un ordine nelle idee, deve corrispondere anche un ordine ed una organizzazione dei tempi e degli spazi. In alcuni casi si tratta di allestire un magazzino in casa, in altri di trovare il tempo di scrivere un articolo del blog, possibilmente evitando di fare le tre di notte (ho detto possibilmente, ma io non faccio testo!).

Il tema l’ho già affrontato con alcune colleghe di NetworkMamas in questo e-book: non è facile passare dalla teoria alla pratica, ma qui se ti interessa puoi trovare alcune dritte. Free. 😉

 

Disciplina e pazienza sono requisiti indispensabili, l’entusiasmo e la creatività da soli non ti portano da nessuna parte.

Si parte sempre con una spinta iniziale che alimenta la volontà per un periodo iniziale medio-lungo. Ma poi le difficoltà inevitabili di dover conciliare tutte le dimensioni della tua vita ti assalgono. Avviene d’altronde ad ogni imprenditore che avvii un’attività: è il gioco, baby!

Disciplina significa una capacità di sacrificio che spesso ti porta a rinunciare a qualcosa: tempo personale, relazioni, opportunità di vario tipo… prepara una gerarchia dei #musthave e datti pace per ciò che non vi rientra, tutto non si può avere, siine consapevole. Pianifica gli obiettivi, organizza la tua attività, trova per tempo qualcuno che ti aiuti e supporti perché da solo a lungo andare non reggerai le pressioni e la mole di lavoro.

Pazienza significa accettare  che non tutto si concretizzi subito. Che non si concretizzi nel modo in cui te lo saresti aspettato. Che non tutto si concretizzi. L’importante è lavorare al progetto con costanza. Poi dovrai rivedere la rotta, rimodellare l’idea o il processo se il tuo mercato/pubblico te lo richiederà (eh sì, sempre di approccio lean si tratta!). Perfino accettare il fallimento.

Convivi serenamente con questa idea e, come diceva un mio autorevole maestro:

Se devi fallire fallo in fretta. E riparti.

L’esperienza insegna sempre e, come dicevo prima, una di questo tipo è comunque molto importante sotto il profilo della crescita personale e professionale, e spendibilissima per qualsiasi progetto successivo.

 

Queste riflessioni mi hanno accompagnata nei giorni appena trascorsi, che come ogni fine/inizio anno sono stati un periodo di bilancio e nuovi propositi anche per me, blogger e social media qualche cosa oltre che mamma.

Voi che ne pensate? Che siate o meno mumpreneur, vi ritrovate in alcune di queste considerazioni? Quale approccio vi guida? Cosa state progettando?

Per organizzarvi, sullo shop di Marika trovate ancora qualche calendario in offerta. O se siete alla ricerca dell’agenda giusta, perché non un’ Insplagenda?!? (nella Mommy edition, dove trovate anche un mio contributo!)

Per il resto, come sempre, commenti, share e like sono i benvenuti. Tra l’altro sembra aiutino a smaltire anche le calorie di troppo. 😉

 

 

 

 

 

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