iOsmosi

 

Iosmosi Mission

 

 

 

 

 

 

 

Che l’apprendimento di una lingua straniera sia tanto più rapido e facilitato, quanto prima lo si inizi, è cosa nota; almeno quanto è risaputo che a favorirlo sia anche un contesto di uso quotidiano, in un ambiente familiare. Sulla pagina facebook di Mamma Lean avevo postato tempo fa un video che in qualche modo aveva a che fare proprio con questo tema.

iOsmosi, la startup di cui oggi parlo insieme ad Alessandra Graziosi, sua fondatrice, parte da questi capisaldi. Aggiungendo un tocco digital: è infatti la prima piattaforma di e-learning rivolta a bambini dai 3 ai 10 anni che mette in contatto mette in contatto scuole, genitori, ludoteche del mondo  favorendo la condivisione della lingua e dell’identità culturale.

Conosciamola insieme a lei, che ce ne parla con un entusiasmo capace di trasmettere tutta la passione che mette nel suo progetto.

 

Parlando di te, Alessandra

 

Alessandra: un percorso di studio particolarmente focalizzato sulla psicologia evolutiva e svariate esperienze di lavoro con bambini in età prescolare. Cosa ti ha spinto a lavorare proprio con i più piccoli, e cosa ti hanno insegnato? (molti pensano di doverli educare, io credo che spesso siano loro a farci crescere!)

Adoro come riescono ad andare oltre rispetto alle logiche e agli schemi che ci imponiamo crescendo. I bambini più piccoli colorano il prato di rosa ed il sole di blu. Quanta meraviglia c’è in questo modo di esprimersi?! Riescono a trasmettermi una visione del mondo che non è solo quella a cui i nostri occhi “adulti” sono abituati, una visione che va al di là dello 0 o 1, bianco o nero, corretto o sbagliato. Mi insegnano ogni giorno che oltre alle mezze misure possiamo inventare noi stessi nuove misure.

 

Da una laurea in psicologia a startupper. Quale è stata la molla che ti ha spinto sin da subito a scartare percorsi più tradizionali e lanciarti nell’imprenditoria? Quando hai deciso di intraprendere questa strada?

All’età di 13 anni ho vinto il mio primo premio nel settore ICT. Ho partecipato, infatti, ad un concorso dal tema “Come vedi il mondo tra 20 anni, tecnologia”. Avevo da poco avuto il mio primo pc in casa, non esisteva la wifi, i cellulari avevano lo schermo giallo e nero. A quei tempi detestavo leggere libri (sì, lo ammetto!) ed adoravo invece la tecnologia. Nel tema scrissi che venti anni dopo sarebbero esistiti pc piccoli, portatili, leggeri e maneggevoli dove si sarebbero letti i libri e così anche io li avrei letti. Kindle e-book uscì nel 2007 negli Stati Uniti. Da allora continuo ad immaginare come sarà “il mondo tra venti anni” ma questa volta, con iOsmosi, sto provando a contribuire attivamente alla mia visione. Ritengo che il settore ludico-educativo sia perfettamente in linea con le mie skills e parallelamente con le mie caratteristiche di personalità.

 

“Dove” nasci come startupper? Qual è il tuo percorso formativo come imprenditrice?

Diploma di perito informatico, laurea in psicologia e poi diversi corsi per sviluppare il  potenziale imprenditoriale, marketing e management (ottenuti come premio di concorsi a cui ho partecipato, sono tra i miei premi preferiti quelli in cui viene offerta formazione). Sono una ragazza tendenzialmente molto curiosa, mi piace ampliare le mie conoscenze, informarmi ed adoro le domande. Proprio per questo mio modo di affrontare la vita sono venuta a conoscenza della parola “start-up” e per saperne di più ho partecipato ad uno start-up weekend. È stato amore a prima vista! In questo settore trovi stimoli continui, professionisti e cervelli straordinari. Essendo poche le donne startupper, cerco di diffondere la mia passione promuovendo attività per e di donne che si vogliono affacciare in questo ambiente.  Ho svolto il ruolo di Mentor nel #PinkHack di BIC Lazio ed attualmente gestisco insieme alla mia collega ed amica Patrizia il gruppo Net-Girls di Roma (organizziamo incontri tra donne finalizzate a scambiarci idee, consigliarci ed energia!).

 

Il bello e il brutto di fare startup: quali sono le soddisfazioni e le difficoltà più grandi che stai riscontrando nel tuo percorso?

Per una donna, e soprattutto per una CEO donna laureata in psicologia, le difficoltà nel fare la startupper sono all’ ordine del giorno. Paragono spesso il mio percorso alle montagne russe dove si alternano momenti di “su”, come la vincita di un premio o la presentazione di iOsmosi davanti alla delegazione di Yunus, Nobel per la pace (avvenuta lo scorso luglio), a momenti di “giù” come la perdita di un membro del team. Da aggiungere ai “giù” ci sono anche i visi sconcertati di alcuni quando mi presento con il mio metro e 50 di altezza (che termina con un viso rotondo e una laurea in psicologia)… poi faccio il pitch e da sconcertati passano ad essere meravigliati e direi che a me farli ricredere dà doppia soddisfazione.

 

La frase che ispira ogni giorno il tuo lavoro:

In linea generale, personalmente mi pongo sempre una domanda: “stai creando valore per i tuoi utenti?”.

Ma quella a cui si ispira il progetto di iOsmosi è di Benjamin Franklin:

Tell me and I forget, teach me and I may remember, involve me and I learn.

 

 

Parlando di Iosmosi

Quali problemi risolve iOsmosi?

I bambini  italiani sono al 22esimo posto per l’apprendimento delle lingue straniere. Eppure il potenziale di apprendimento delle lingue è molto maggiore durante l’infanzia che non in età più avanzata. Prova ne è il fatto che, generalmente, un bambino di Cagliari sa esprimersi sia in italiano che in sardo, così come un bambino di Barcellona sa esprimersi sia in spagnolo che in catalano.

E allora perché la stessa cosa non accade con la lingua straniera studiata sui banchi di scuola?!

Perché per imparare davvero una lingua bisogna essere immersi nella sua dimensione esperienziale ed umana, ancor prima che nelle sue nozioni grammaticali!

La didattica fornita dalle scuole si basa  maggiormente sulla grammatica e sulla scrittura e non permette scambi linguistici che invece sono essenziali per consolidare l’apprendimento di una nuova lingua.

Ecco cosa proponiamo: scambi linguistici tra bambini di diverse nazioni.

A chi si rivolge? 

iOsmosi è stata disegnata per essere utilizzata dai bambini tra i 3 ed i 10 anni.  Quando ci siamo calati nel mercato abbiamo scoperto che anche la fascia di età 11-18 anni vorrebbe utilizzare la nostra piattaforma e stiamo quindi estendendo il nostro servizio agli over 10.

Genitori, scuole, ludoteche, librerie per bambini, centri linguistici e centri di cultura ed ogni azienda che ne facesse richiesta possono acquistarla, poiché è customizzabile a seconda dell’evento.

 

Cosa la rende unica rispetto ad altri progetti di e-learning?

iOsmosi è il mix perfetto tra le tecnologie più affascinanti per i nativi digitali e le forme di didattica più all’avanguardia (peer-education e cross-pollination). La classe scolastica o la propria cameretta diventano un vero e proprio campo da gioco. Grazie al cartoon intuitivo c’è il più basso livello di input o di interferenze da parte degli insegnanti/genitori. Il DNA di iOsmosi è di inclusione: lingue e culture locali costituiscono il legame di unione tra le giovani generazioni da ogni angolo del pianeta, dai piccoli villaggi alle grandi città, dall’Europa all’Oceania, dall’Asia all’America. Tutti i bambini saranno uguali nell’apprendimento e nella condivisione dell’esperienza. L’unicità di patrimoni linguistici e culturali è il motore dell’esperienza iOsmosi. L’identità di ogni studente diventa davvero una fonte unica di creatività e produttività.

 

Raccontaci in due parole Vision e Mission della tua startup.

iOsmosi è una community globale di scambi e risorse culturali.

La finalità primaria del programma iOsmosi, è quella di dar vita a scambi culturali e linguistici online tra bambini di Paesi diversi, attraverso un software interattivo di videoconferenza.

 

Ci parli un po’ del tuo team? Da chi è composto e quali sono secondo te i punti di forza di ciascuno?

iOsmosi è una startup in cui collaborano diverse figure, che provengono da diversi settori: ricercatori, educatori, professionisti web, pedagogisti, illustratori, designer e giornalisti. Per me è fondamentale che ciascuno di noi collabori con il proprio know how alla produzione di iOsmosi.  Il valore della sinergia umana è di assoluta importanza. Reputando il settore Educational particolarmente complesso e delicato, ho cercato fin da subito collaboratori che non solo possiedono skills notevoli, ma che hanno anche interesse per la ricerca nel settore pedagogico e per i processi di apprendimento.

 

Ancor prima della sua costituzione ufficiale avvenuta lo scorso agosto, iOsmosi vanta un percorso notevole, costellato di eventi importanti e premi. Gli diamo rapidamente un’occhiata con un’infografica, e ti lasciamo il compito di parlarci degli scenari attuali e futuri.

 

Iosmosi palmares

Ogni giorno lavoriamo per implementare i nostri servizi (lezioni di videoincontri iOmosi, app gioco, nuovi personaggi cartoon).

Le prossime fasi: nelle scuole (asili ed elementari), un percorso pilota potrebbe partire, in 120 istituti in Europa, il prossimo gennaio grazie al contributo del MIUR per lo sviluppo della ricerca e della sperimentazione delle nuove metodologie didattiche.

Chi invece vuole iniziare già ora con iOsmosi, può inviare la propria richiesta (scrivendo età bambini/o, lingua madre e lingua da apprendere) alla mail alessandra@iosmosi.com ed unirsi alla nostra già estesa community iOsmosi.

Grazie al primo posto nel podio Vulcanicamente abbiamo ricevuto un finanziamento dal Comune di Napoli che continua a supportarci con l’Assessore all’Istruzione Palmieri, che ha accolto con entusiasmo il progetto e ci consente di farlo crescere sempre di più!

 

Mi piace chiudere le nostra chiacchierate con uno spazio libero a tua disposizione per comunicare a chi ti leggerà. Cosa ti senti di dire?

Vi racconto un episodio accaduto durante il Global Junior Challenge 2015 a Fondazione Mondo Digitale. Mentre eravamo intenti a presentare il prodotto un bambino di 8 anni viene da me e mi richiede un’intervista. Tra le mani aveva un blocco note e una penna, la sua amica invece un cellulare che mi ha posizionato a pochi centimetri dal viso. Mi chiede cosa fa iOsmosi ed io rispondo. Poi mi dice che deve dare un titolo, appoggia il blocco sul mio tavolo e scrive “Titolo: La classe del Futuro”. Soddisfazioni.

 

Iosmosi riferimenti

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